IL PROGRAMMA DELL'EDIZIONE 2008
21:00 | 24.07.08 |
Tipo di evento: dibattito |
Pino Petruzzelli presenta "Non chiamarmi zingaro" |
Introduce Cinzia Monteverdi
con la partecipazione di Marcello Palagi
Il libro di Pino Petruzzelli, edito da Chiarelettere, è una raccolta di storie i cui protagonisti sono rom e sinti. Racconti, testimonianze, sguardi singolari, che non descrivono i rom di sempre, quelli che finiscono sulle prime pagine dei giornali, quelli additati come ladri, per cui scatta la tolleranza zero. Sono storie, quelle di Petruzzelli, che aprono la mente perchè raccontano di una zingara medico, di bambini che vanno a scuola, di un prete e addirittura di uno zingaro responsabile degli antifurti di una banca. Racconti che sanno di assurdo seppur così reali, come reale è il dolore, l'emarginazione, l'intolleranza. Storie scomode raccolte, non solo in Italia , ma anche in Francia, Romania e Bulgaria.
L'autore fornisce al lettore una nuova chiave di lettura di questa realtà troppo spesso distorta e difficilmente compresa nella sua complessità e diversità di tradizioni e usi.
La parola passa agli zingari, di cui troppo si parla senza conoscere nulla.
"Campioni dell'illegalità, noi italiani. Ma i lavavetri no, per loro scatta la tolleranza zero. Tutti a correre come pazzi sull'autostrada, ma se un rom ubriaco provoca unincidente ecco che parte l'emergenza zingari, tutti colpevoli. Allora può essere utile saperne di più: leggere queste storie di rom e di sinti fa uno strano effetto. La zingara medico che sorveglia sulla nostra salute, lo zingaro responsabile degli antifurti di una banca, l'insegnante, i bambini che vanno a scuola (migliaia di zingari fanno gli nfermieri e i fornai), il prete: realtà che sembrano straordinarie ma che appartengono alla vita quotidiana. E che Petruzzelli riporta dando la parola a loro, andandoli a trovare nelle periferie delle nostre città ma anche in Romania, Bulgaria, in Francia. Racconti di vita dura e sofferta, di miseria e di intolleranza, di forti tradizioni, diverse dalle nostre. E quindi da nascondere. L'autore ricorda anche le persecuzioni e le torture che gli zingari hanno subito in Germania e in Svizzera. Storie scomode, che nessuno vuole riconoscere, per evitare possibili risarcimenti. Chi difende gli zingari? Nessuno. "
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Costo del biglietto: 0 euro
(gratis)
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