Apuamaterindiesfolk – delirio e castigo – (Corasong 2006) Gli Apuamaterindiesfolk si cimentano nell'arduo compito di dare vita ad un'idea contemporanea di folk apuano, soprattutto se si considera che Carrara è priva di una tradizione musicale vera a propria. Punto di partenza di questa ricerca diciamo pure “fondativa” è rappresentato dal disco “Apuamater: un cavatore, un partigiano, un vagabondo, un marinaio” del fisarmoniscista Davide Giromini uscito nel 2005 per la Sana Records con distribuzione Audioglobe e ora scaricabile interamente dal sito www.bielle.org . Da qui questo nuovo delirio e castigo prende le mosse, caratterizzandosi soprattutto per gli importanti riferimenti culturali: da Dostoievskij a Checov, da Shakespeare a Fenoglio, fino ad arrivare a Fellini.
Il disco si articola come un concept album, in cui i testi della regista fiorentina Virginia Martini fanno da filo conduttore per tutto il viaggio dentro un'opera che riesce a reinterpretare la follia e a riattualizzarla quasi fosse l'aporia insanabile e il grande rimosso di una società governata dal “darwinismo tecnologico” imperante, che produce solo alienazione da sé, dall'altro e dalla vita. Non so se finiremo un giorno a combattere sottoterra con i pentium xxxx la quarta guerra mondiale – come dicono gli apuamater – ma credo che alemeno valga le pena di interrogarsi a tal riguardo e questa disco rappresenta una buona occasione. ( Ian Della Casa "Corasong")
Alessio Lega
Alessio Lega è entrato a far parte della storia della canzone: viene regolarmente inserito in ogni dizionario dai grandi editori (Garzanti, Giunti, Rizzoli), Gianni Mura lo cita su Repubblica fra i 100 nomi dell’anno, ha vinto i riconoscimenti più ambiti (Targa Tenco, Premio Lunezia, ecc…), le sue canzoni sono inserite in antologie, libri, dvd. Eppure Alessio non rinuncia al suo nobile donchisciottismo che lo vede svolgere una routine di impiego kafkiano, con cui si paga il “lusso” di cantare dove gli piace, piuttosto che dove “si deve” e di continuare ad andare in giro a tentare di cambiare se stesso e il mondo con le canzoni di cui fa l’autore, l’interprete e lo storico.
Nato a Lecce nel 1972 è migrato a Milano all’inizio degli anni 90, iniziando un’intensa attività concertistica che, distante dai circuiti del mercato, privilegia le piazze, i centri sociali, i circoli culturali. Tra i suoi maestri dichiarati, oltre a Ferré, Brel e Brassens c’è Fabrizio de André, cui dedica la canzone I funerali del pirata.
Nel 2004, Alessio Lega vince la Targa Tenco per l’opera prima con l’album Resistenza e amore. Il suo secondo disco, Sotto il pavé la spiaggia (2006), contiene versioni italiane di canzoni francofone. Zollette (2007) è un album registrato dal vivo per il mercato equo-solidale, con un omaggio alla memoria del giornalista Enzo Baldoni, ucciso in Iraq. Del 2008 è l’EP E ti chiamaron matta di Gianni Nebbiosi reincisione integrale di un piccolo capolavoro degli anni ’70 sul disagio mentale. In uscita in questi giorni per Stampalternativa anche un libro/CD che raccoglie i suoi interventi e altre versioni di cantautori francofoni, ispanici e slavi..